1595 – Riccardo II


Riccardo II

(“Richard II” – 1595)

Introduzione - Riassunto

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Riccardo II


Introduzione

Il Riccardo II è l’opera che segna il passaggio graduale e insieme straziante da un’ottica medioevale ad una più moderna, e infatti è considerata essere la più tragica tra i drammi shakespeariani (laddove invece, con il suo lieto fine, l’Enrico V è considerato il dramma più vicino alle commedie). Nel Riccardo II si assiste al passaggio da una concezione medioevale della regalità, in cui il sovrano (in questo caso Riccardo) era tale per diritto divino, per gratia dei, era l’unto dal signore e re taumaturgo, ad una visione più moderna della regalità che si fonda sul consensus gentium. Da una parte, quindi, un’investitura dall’alto del potere, il cui simbolo è appunto Riccardo, dall’altra un’investitura dal basso, il cui porta bandiera è l’avversario Enrico di Bolingbroke, futuro Enrico IV.

Nel dramma shakespeariano risuonano in tal modo eco di tradizioni passate: da una parte la teorica sostenitrice del potere calato dall’alto, cui fanno capo Sant’Agostino e John of Salisbury, dall’altro i pensatori che hanno sostenuto teorie in favore del potere dal basso, tra cui l’empirista Guglielmo di Ockham. Il paradosso del dramma è quindi compiuto: un sovrano che ha ricevuto il potere dall’alto (Riccardo) è costretto a cadere in basso e a deporre in favore di Bolingbroke, che, forte del consenso popolare e della spinta dal basso, arriva in alto sino al trono. A coronamento di questa dinamica, intorno alla quale ruota l’intreccio, stanno tutta una serie di personaggi metaforici e situazioni allusive che testimoniano del declino sofferto e nostalgico dell’epoca medioevale e della confusione che accompagna questo momento di transizione. I tre zii di Riccardo, ad esempio, simboleggiano il medioevo giunto al suo crepuscolo, laddove invece la celebre scena dei giardinieri che parlano allegoricamente del “giardino” dell’Inghilterra in rovina, fa capire che l’orizzonte storico sta incentrandosi anche sui ceti meno abbienti e che la società presente diviene vieppiù eterogenea e stratificata.


Riassunto

da Wikipedia

La trama si apre con un evento già compiuto che si presuppone come antefatto (cosa che ha lasciato molte perplessità nella critica) cioè la misteriosa morte di Thomas Woodstock, duca di Gloucester, dietro la quale, secondo alcune illazioni malcelate, ci sarebbe la mano del re Riccardo II. Questo episodio è propedeutico al contrasto tra Bolingbroke e Mowbray, due Pari del regno che si imputano a vicenda la morte di Gloucester. Ne sorge una contesa che si realizza in una giostra il cui giudice e garante è proprio Riccardo. La contesa viene interrotta dal re, il quale decreta l’esilio a vita per Mowbray e un esilio di 10 anni (poi ridotti a 6) per Bolingbroke. Le scene successive mostrano in che modo Bolingbroke, assetato di rivalsa, sfruttando come scusa la confisca non prevista dei suoi beni, ritorna in patria dalla Francia (luogo dell’esilio), pianificando una sommossa con l’appoggio del popolo per rovesciare il trono di Riccardo. Questi, tradito da molti suoi nobili fidati, inizia a vivere il suo cammino tragico e sofferto che lo porterà, non prima di avergli dato più volte la vana illusione di riuscire a conservare il potere, ad abdicare in favore di Bolingbroke, a dover leggere le sue accuse pubblicamente dinnanzi alla Camera dei Comuni (costrizione da cui viene poi sgravato per grazia dello stesso Bolingbroke), all’arresto con conseguente carcerazione nella Torre di Londra e, infine, alla morte, anch’essa avvenuta in circostanze misteriose.


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