1590/1597 – Re Giovanni


Re Giovanni

(“King John” – 1590- 1597)

Introduzione - Riassunto

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Introduzione al teatro di Shakespeare

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Re Giovanni


Introduzione

Dramma la cui vicenda storica risale agli inizi del Duecento, “Re Giovanni” appare fortemente segnato da un senso di irrisolta ambiguità. Singolarmente teso e asciutto nella compatta brevità della struttura, nella scelta di un linguaggio ‘quotidiano’ di stupefacente immediatezza, il dramma sembra proiettare sull’intera vicenda le tortuose incertezze della figura del re, in un’atmosfera inquieta di incompletezza, di intenzioni contraddette, di azioni che non sanno mai divenire pienamente tali, di realtà che inesorabilmente muta se stessa, a cui non sfugge a tratti lo stesso Bastardo di Faulconbridge, antesignano dell’immagine dell’eroe trionfante, Enrico V, sorta di metafora della virtus della nazione inglese. Tra i due poli opposti e contraddittori del re e del Bastardo, in un’opera che, forse più delle altre Storie inglesi, esprime il dramma collettivo della storia in termini di tragedie individuali dei personaggi, l’unità della vicenda è affidata a una lineare immagine di giovinezza, il principe Arturo, vittima innocente degli intrighi e delle incertezze dei potenti asserviti alla “molla dell’universo”, l’Interesse, causa inconsapevole della rovina del re.


Riassunto

da Wikipedia

In Inghilterra Re Giovanni governa da tempo, un giorno riceve un’ambasceria dalla Francia, mandata da Filippo Re di Francia, che gli chiede di cedere il trono al di lui giovane nipote Arturo. Tuttavia Giovanni non accetta la perentoria richiesta di Filippo e si prepara alla guerra per sostenere il suo trono. Nella stessa scena interviene il diverbio tra due gentiluomini che si contendono un’eredità: Roberto di Falconbridge e suo fratello Filippo, spogliato dei beni perché ritenuto figlio illegittimo di Riccardo Cuordileone, fratello di Giovanni e precedente Re. La figura fisica di Filippo ricorda molto quella del Cuordileone, mentre il testamento del defunto Sir Roberto disconosce Filippo adducendo a motivo proprio il concepimento avvenuto da parte di Riccardo mentre lui era in servizio d’ambasceria in Germania. Allora interviene la regina madre Eleonora che, riconoscendolo come nipote grazie alla forte somiglianza nel fisico e nella voce, suggerisce a Filippo di cedere le terre di Falconbridge in cambio di un cavalierato, mutuare il proprio nome in quello del padre biologico, Riccardo Plantageneto, ed accompagnare lei e lo zio nella guerra francese.
Intanto i francesi, capeggiati da Re Filippo, assediano a città inglese di Angiers e dichiarando che la lasceranno solo con l’ascesa al trono del principe Arturo. Purtroppo non c’è molto da fare perché i francesi sono alleati anche con gli austriaci che credono di aver assassinato Re Riccardo.
Nel frattempo Eleonora raggiunge Costanza, la madre di Arturo per rovesciare Giovanni, ma questi assieme a Riccardo le scopre e le punisce severamente. Inoltre affermano che il futuro re sarà solo un uomo molto saggio, chiunque sia.
Infatti il piano di Riccardo e Giovanni è semplice: lasciare Angiers al suo destino e unire con un matrimonio Francia e Inghilterra: Delfino, figlio di Filippo con Bianca, nipote di Giovanni. Il tutto si svolge sotto lo sguardo corrucciato di Regina Costanza che teme per la vita di Arturo.
Per le nozze viene scelto da Roma il Cardinal Pandolfo il quale prima della cerimonia deve pretendere le scuse di Filippo per una vecchia mancanza di rispetto al papa. Questi rifiuta e allora viene scomunicato; ma le nozze si celebrano comunque. Ma in segreto Pandolfo sostiene un altro pretendente per il trono: un certo Luigi. Finalmente i progetti di Giovanni e Riccardo possono compiersi definitivamente con le riprese della guerra; infatti Riccardo combatte e sconfigge l’Austria per vendicare il padre, Arturo viene catturato dagli inglesi dopo un sanguinoso assedio ad Angiers e la sua protettrice Eleonora viene tolta di mezzo per sempre. Ora Giovanni ordina che il nipote venga ucciso immediatamente, mentre il Cardinal Pandolfo incita Luigi a invadere l’Inghilterra. Come sicario viene scelto Uberto che però non se la sente di uccidere un suo pari e propone a Giovanni di riscattarlo. Egli accetta a malincuore, ma intanto giunge una notizia della falsa morte del nipote. Tutta l’Inghilterra è in subbuglio fino a quando l’equivoco non è chiarito.
Purtroppo pochi mesi dopo Arturo muore veramente, nel tentativo di fuggire dalla prigione ov’era rinchiuso e i nobili inglesi insorgono contro Giovanni, credendolo il capo dei congiurati. Giovanni ora ripone completamente la sua fiducia in Pandolfo, che è segretamente in accordo coi francesi, e in Riccardo che continua a servire fedelmente lo zio. Poco tempo dopo una spedizione inglese capeggiata dal Bastardo marcia verso la Francia, che risponde con una controffensiva guidata da Luigi. Lo scontro è cruentissimo e con massicce perdite. Alla fine gli inglesi sono costretti a ripiegare ma i ribelli ritornano di nuovo sotto la protezione di Re Giovanni. Infine un monaco della corte inglese avvelena Re Giovanni e il Bastardo Riccardo si ritrova solo ad affrontare i francesi e Luigi. Tuttavia prima di un nuovo scontro giunge il Cardinal Pandolfo con un trattato di pace, annunciando che gli inglesi avrebbero riposto fedeltà solo sul figlio di Giovanni, Enrico, fino a quel momento tenuto nascosto a tutti.
Allora Riccardo commenta che la giusta linea di successione è così ristabilita e che nulla potrà mai causar danno all’Inghilterra se questa rimane fedele a se stessa.


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