1599/1601 – La dodicesima notte


La dodicesima notte

o “Quel che volete”

(“Twelfth night” or “What you will”  1599 – 1601)

Introduzione - Riassunto

Atto I       Atto II       Atto III       Atto IV       Atto V

Introduzione al teatro di Shakespeare

Elenco opere teatrali

La dodicesima notte


Introduzione

          Scritta a 36 anni è la migliore commedia di Shakespeare, ma non appartiene a nessun genere preciso: è un’opera infinita, non perché offre “un’immagine fedele della vita” ma perché ne da “un’esatta rappresentazione di natura generale”. La commedia è la parodia di altre commedie di Shakespeare e potrebbe, per complessità e struttura, rimanere ultima nella creazione. Tutti i personaggi sono folli, senza saperlo, per questo il ritmo è frenetico. Ha le Atmosfere tipiche dei saturnali, legati alle celebrazioni religiose dell’Epifania, ma a questa festa non si fa mai nessun riferimento. Il testo si muove, invece, continuamente sulle note della violenza, che però si sublima nella vena ironica del linguaggio shakespeariano. Olivia, incarnazione della passionalità, della sessualità esplicita, è l’elemento dionisiaco sublime, la dispensatrice dell’erotismo. Fa parte di quei personaggi shakespeariani in cui l’amore carnale è al centro delle attività umane e di conseguenza è sempre narcisistico e incontrollabile. Maria, Sir Tobia, Sir Andrea e Fabian, pur essendo dei personaggi un po’ sgradevoli per la loro cattiveria, sono al contrario sempre al limite del sadismo. Maria è un’ arrampicatrice sociale, un personaggio maligno. Sir Tobia e Sir Andrea sono entrambi delle caricature. Malvolio ci viene presentato come un individuo rispettabile per poi subire una radicale trasformazione in corso d’opera. La dodicesima notte diventa il dramma, a poco a poco, di Malvolio, un don Chisciotte erotomane. È vittima della sue stessa inclinazione, dei suoi sentimenti. Il suo sogno socio-erotico è una delle più brillanti invenzioni di Shakespeare, e ciò che adesso può apparirci un vezzo (le giarrettiere e le calze) allora era davvero trasgressione. Ha un ruolo enigmatico soprattutto quando legge la lettera di Olivia, il brano più irriverente della produzione shakespeariana. Porta dentro di sé tutto il suo universo erotico, incapace di distinguere la realtà dalla fantasia. Sogna con tanta intensità da deformare il proprio senso della realtà e cadere vittima nella mani di Maria.  Il suo essere puritano altro non è che la copertura della sua sete di grandezza e subisce costantemente le conseguenze della pericolosa preminenza della propria immaginazione. Malvolio è un opportunista, uno dei più crudeli della produzione shakespeariana. Il personaggio nasce dalla penna dell’Autore, come si racconta, più per una battaglia poetica contro Ben Jonson, ma nello scriverlo gli sfugge di mano; dato che il dramma non ha bisogno di Malvolio per procedere. Malvolio non vuole bene a nessuno tranne che a sé stesso. È un personaggio che non sa ridere e che detesta le risate degli altri suscitando nel pubblico anche un leggero sadismo euforico; e lo stesso pubblico non lo deve vedere come un personaggio simpatico. Uno snob, per dirla in breve. Tormentare Malvolio, quindi, non è sadismo ma catarsi perché funge da capro espiatorio. Perennemente intrappolato nella stanza buia della propria ossessiva considerazione del sé, tende alla moralità come esemplificazione ipercritica. È Feste a vincere il premio dell’arguzia ma dalla saggezza di Feste, Malvolio non imparerà nulla. Feste è il genio della dodicesima notte, il più affascinate dei buffoni shakespeariani, il più savio ma anche il più folle. Olivia lo ha ereditato dal padre ma in lui avvertiamo ormai la stanchezza del proprio professionismo di talento: si è stancato del suo ruolo. E manifesta questa stanchezza con brio e arguzia, dando l’impressione di sapere tutto quello che c’è da sapere. Olivia perdona la sua svogliatezza e in cambio lui cerca di farla uscire dal suo lutto prolungato. Abilissimo cantante, canta in chiave minore, e pur lavorando per Olivia è presente anche verso il duca, di cui conosce benissimo i piani. Feste è il monito di Shakespeare ad invitarci a non cercare a tutti i costi la moralità: una faccia, una voce, un vestito, due persone. Feste, inoltre, canta la canzone più malinconica mai scritta da Shakespeare, un addio lirico, l’epilogo di un folle spettacolo, ma conserva il suo canto erotico-domestico in cui probabilmente la “follia” è l’organo maschile.

Un tempo. quando ero un fanciullo
Trallillalera al vento e alla pioggia
Ogni follia diventava un trastullo
e pioveva, pioveva ed ero contento.

Nicasio Anzelmo dal sito Pontifex_Roma (non più raggiungibile)


Riassunto

da Wikipedia

La commedia si svolge in Illiria, antica regione dei Balcani occidentali, intesa da Shakespeare come una ambientazione esotica, di pura fantasia. Le prime tre scene introducono ai luoghi e ai personaggi principali dell’opera, con l’eccezione di Olivia, che compare solo nella quinta scena.

Il primo atto si apre alla corte del Duca Orsino, nobile gentiluomo d’Illiria, che lamenta il suo amore non corrisposto per la bella Olivia, gentildonna che ha deciso di non concedersi a nessun uomo per sette anni al fine di onorare il lutto per il fratello morto. Inutilmente Orsino manda messaggeri al palazzo della donna: essi non vengono neppure ricevuti. Contemporaneamente, sulla costa, la protagonista femminile Viola ha fatto naufragio, e crede che suo fratello gemello Sebastian sia morto. Interrogando il capitano del bastimento naufragato, viene informata del luogo dove si trova e delle vicende di Orsino e Olivia. Viola decide allora di travestirsi da eunuco e di prendere servizio da Orsino con il nome di Cesario. In casa di Olivia, nel frattempo, il chiassoso zio della ragazza, Sir Toby Belch, intrattenendosi con la cameriera Maria, tesse le lodi del suo compare di bevute Sir Andrew Aguecheek, pretendente alla mano della giovane. Maria lo descrive invece come un perfetto beota e ubriacone, e quando Sir Andrew entra in scena non disattende le aspettative, dimostrandosi tardo e di spirito poco pronto.  La quarta scena del primo atto inaugura la prima sequenza della commedia (da I, iv a II, iii), della durata di un giorno, dal mattino a notte inoltrata. Nel palazzo del duca, Orsino incarica Cesario (Viola) di recarsi da Olivia per l’ennesimo messaggio d’amore. A parte, Viola lamenta quanto ingrato sia il compito affidatole, facendoci intendere l’amore che nutre per Orsino. La scena si sposta a casa di Olivia, dove Maria sgrida il giullare Feste per essersi assentato a lungo da palazzo. Sopraggiunti Malvolio e la contessa, entrambi interrogano il matto. Questi offre una esibizione verbale condita da nonsense e ragionamenti non privi di sferzante saggezza, dimostrando infine di non essere lui la testa matta bensì la stessa Olivia. All’arrivo di Viola, Maria avverte la padrona della presenza di un giovane, frattanto intrattenuto da Sir Toby. Olivia è decisa a non ricevere alcun messo, e incarica Malvolio di scacciarlo. Tuttavia, dopo le ferme insistenze di Viola, Olivia, munitasi di velo per celarsi il volto, lo riceve. Nei panni di Cesario, la giovane si dimostra così suadente e di nobile portamento da far innamorare la contessa, pur non avendone intenzione alcuna. Quando Viola esce, Olivia mette in pratica uno stratagemma per poter rivedere colui che crede essere un giovane uomo, palesando in qualche modo i suoi sentimenti: affida a Malvolio un suo anello che sostiene di avere avuto in pegno da Cesario per conto di Orsino, e gli ordina di ‘restituirlo’ al paggio.

Il secondo atto si apre sulla riva del mare dove fanno il loro ingresso in scena Sebastian, il gemello di Viola, fino a quel momento fattosi chiamare Roderigo, e il capitano Antonio, il quale mostra di nutrire per lui un profondo attaccamento. Sebastian, crucciato dalla presunta morte della sorella che crede annegata è deciso a recarsi alla corte di Orsino. Antonio, nonostante i nemici che l’uomo sostiene di avere lì, promette di raggiungerlo in seguito. Malvolio frattanto ha raggiunto Cesario in strada e gli ha consegnato in malo modo l’anello. Viola, dopo lo stupore iniziale, intuisce trattarsi di un dono, e comprende le reali intenzioni di Olivia. Cantando la vulnerabilità del cuore femminile, torna verso la corte del duca. Alla corte di Olivia, seguono altri intrighi: Malvolio è protagonista delle trame burlesche di Maria, di Sir Toby e di Sir Andrew alla presenza del buffone Feste: dopo l’ennesima presa di posizione del maggiordomo che redarguisce Sir Toby del suo comportamento dissoluto, viene architettato alle sue spalle un piano per farlo sfigurare agli occhi di Olivia.[2] Maria, che è capace di imitare la calligrafia della padrona, stilerà una missiva contenente allusioni amorose all’uomo per trarlo in inganno e renderlo protagonista di una clamorosa beffa. La seconda giornata (da II, iv a IV, i) dura dalla mattina al tramonto ed è la parte più estesa della commedia. Nel suo palazzo, Orsino, non ancora arresosi ai rifiuti di Olivia, dialoga sulla natura dell’amore con Cesario, il servo Curio e Feste, il quale intona canzoni d’amore su richiesta del duca. Viola viene nuovamente incaricata di recarsi da Olivia per conto dell’uomo e a nulla valgono i tentativi della giovane di dissuaderlo. Per allusioni, tenta di esprimere i suoi sentimenti per il duca, fingendo siano diretti a una donna in tutto simile a Orsino, provocando solo l’ignaro commento di quest’ultimo, che lo invita a dirigere le sue attenzioni a una donna giovane, e non ad una matura. Nel mentre sir Toby, sir Andrew e Fabian attendono da Maria notizie sullo svolgimento della beffa: la donna, concitata dall’aver appena stilato la falsa lettera diretta a Malvolio, informa di averla lasciata in bella vista nel viale che l’uomo a breve percorrerà. Nascostasi la cricca, Malvolio trova la lettera che, con allusioni indirette[3], gli fa credere di essere oggetto delle mire amorose di Olivia. Seguendo le indicazione riportate sulla missiva, Malvolio corre a indossare calze gialle e giarrettiere incrociate che crede amate dalla donna, ignorando invece che, in realtà, ad ella sono invise.

Il terzo atto vede il ritorno di Cesario alla corte di Olivia, dove incontra Feste, il buffone, che lo annuncia alla contessa. Rimasta sola con Olivia, Viola ne subisce il corteggiamento. Toby, Andrew e Fabian, assistono e commentano la scena: Andrew, pretendente di Olivia, è particolarmente furibondo per le attenzioni che la donna riserva al giovane paggio e viene spinto dai due a sfidarlo a duello. L’azione perà è interrotta da Maria che annuncia la vestizione di Malvolio secondo quanto scritto nella falsa missiva. Sulla strada intrapresa da Sebastian per arrivare da Orsino, il giovane si separa da Antonio il quale, nonostante riveli aver combattuto contro il duca in una precedente battaglia navale sottraendogli del denaro e corra dunque il rischio di essere fatto prigioniero o addirittura giustiziato, non vuole abbandonare Sebastian, per l’affetto che lo lega al giovane. Mentre Sebastian visiterà la città dove sono giunti, Antonio lo aspetterà in una locanda. In via precauzionale, Antonio consegna a Sebastian la borsa dei denari, nella quale sono contenuti i soldi sottratti in passato ad Orsino. La beffa a Malvolio intanto arriva a compimento: Maria e Olivia sono nel giardino quando giunge, convocato da quest’ultima, il maggiordomo in calze gialle e giarrettiere incrociate, convinto di soddisfare le richieste dell’amata contessa. Al trasecolare di Olivia, Malvolio allude alla finta lettera, citandone dei passi che la donna, ovviamente, non comprende, dubitando del fatto che Malvolio sia uscito di senno. Prega Sir Toby di badare a Malvolio, e resta sola con Cesario. Fabian, Maria e Toby trattano Malvolio come un folle e architettano di chiuderlo, legato, in una stanza. Sir Andrew ha frattanto terminato una lettera di sfida diretta a Cesario, piena di errori e dabbenaggini. Sir Toby, che medita un altro inganno ai danni del compare, lo consiglia di sfidarlo seduta stante. Mentre Andrew si apposta, Toby decide di non consegnare la missiva, ma di riportare a voce a Cesario la sfida a duello. Olivia prosegue nella sua corte spassionata a Cesario, mentre Viola tenta di frapporre l’amore di Orsino per la donna. La conversazione è interrotta da Sir Toby e Fabian che irrompono annunciando la sfida imminente. Viola, stupita e preoccupata poiché non sa tirar di scherma, tenta di scampare allo scontro. Sir Toby e Fabian rincarano la dose: essendo i due contendenti divisi, fanno credere ad ognuno dei due che l’avversario vanta una capacità di combattimento senza pari, aumentando le ansie sia di Andrew che di Viola. Il duello fa per iniziare quando entra Antonio che prende subito le difese di Viola, scambiandola per Sebastian. L’entrata gli è però fatale dal momento che le guardie di Orsino, riconosciutolo su denuncia di Malvolio, lo arrestano: Antonio chiede a Viola di restituirgli la borsa del denaro affidata in realtà a Sebastian ma la giovane, non sospettando lo scambio di persona, nega di possederla scatenando la delusione, lo sbigottimento e l’ira di Antonio. Antonio si è rivolto a Viola chiamandola «Sebastian», convincendo Viola non della salvezza del fratello ma solo del fatto che, in abiti maschili, la somiglianza al fratello perduto è notevole. Distrutta dai ricordi abbandona il duello, instillando nella mente di Sir Toby, Andrew e Fabian che ‘Cesario’ sia un ribaldo che abbandona gli amici nel momento del bisogno e che non sia in grado di battersi.

All’inizio del quarto atto Feste è alla ricerca di Cesario, su ordine di Olivia. Il buffone incontra invece Sebastian. Sopraggiunto Sir Andrew, Sebastian è costretto ad affrontarlo in duello sconfiggendolo in una sola mossa. Al duello accorrono gli astanti tra cui Olivia che, vedendo Sebastian e scambiandolo per Cesario, lo invita a seguirlo a palazzo. Qui Maria incita Feste a infierire sul beffato Malvolio, recandosi da lui nelle vesti di Monsignor Topas, esorcista gallese, per convincerlo della sua pazzia. Non riconoscendolo, Malvolio affida al buffone una lettera da consegnare alla padrona con la quale protesta per la sua situazione. Olivia frattanto ha chiesto a Sebastian di sposarlo. Lui, incredulo di fronte a ciò che considera una sorta di sogno, acconsente. L’ultima sequenza (da IV, ii a V, i), dalla notte del giorno precedente fino al mattino seguente, inizia con Malvolio rinchiuso come pazzo e prosegue con il matrimonio notturno tra Sebastian e Olivia.

Il quinto atto si apre con l’ingresso di Viola ed Orsino col seguito al palazzo di Olivia. Qui Viola riconosce Antonio come salvatore del duello tra lei e Sir Andrew: al contempo Orsino lo indica come passato nemico. Inutilmente Antonio narra di come ha salvato l’uomo dal naufragio offrendogli la propria borsa di denaro: Viola nega l’accaduto, essendo Sebastian e non lei il reale amico del capitano. L’ingresso di Olivia interrompe il discorso di Antonio, introducendo una particolare conversazione a tre: mentre Orsino tenta inutilmente di dichiararsi a Olivia, questa chiede spiegazioni delle disattese promesse matrimoniali a Cesario, costretta a tacere per non disattendere le volontà del suo padrone, che vede in Viola un intermediario al suo servizio. Il discorso sembra chiarirsi ad Orsino, che vede in Cesario un nemico da affrontare per ottenere il cuore di Olivia: Viola, dal canto suo, cieca d’amore, è pronta a morire per mano dell’uomo amato, facendo intendere ad Olivia di non gradire la sua corte. L’ingresso del prete in scena porta a conoscenza Orsino del matrimonio tra Olivia e Sebastian, scambiato per Cesario. Nel momento di maggiore confusione entra in scena anche Sir Andrew con la testa fasciata, pronto a giurare di esser stato offeso nel corso di un duello da Cesario, il quale difende invece la sua innocenza. Il colpo di scena è l’ingresso di Sebastian, che si reca da Olivia per scusarsi delle ferite provocate ad Andrew e vede Viola. Riconoscendosi, i gemelli comprendono che le morti erano presunte e gioiscono dell’avvenimento, narrandosi le vicissitudini che li hanno condotti a tali circostanze. Orsino chiede a Viola di vederla in veste da donna, e lei rivela di aver lasciato le vesti a casa di Antonio, ora in galera su denuncia di Malvolio. Orsino vuole ch’egli ritiri la querela quando giunge Feste con la lettera indirizzata ad Olivia scritta da Malvolio: grazie allo sfogo scritto gli astanti capiscono che l’uomo non è uscito fuori di senno e ne ordinano la scarcerazione. All’arrivo di Malvolio egli chiede spiegazioni sulla lettera d’amore ricevuta dalla padrona, la quale riconosce in essa la falsificazione della propria calligrafia, capendo che si tratta di un inganno architettato ai danni del maggiordomo da parte di Maria e degli altri. Fabian confessa di essere uno degli autori della beffa. Sir Toby, frattanto, entusiasta delle capacità di Maria, vi è convolato a nozze. Orsino chiede a Viola di essere sua sposa, ed Olivia le promette di essere una sorella sincera e devota: al lieto fine delle due coppie fa da contrasto l’ira di Malvolio, che scopre d’esser stato raggirato e promette vendetta.


I Personaggi

I personaggi curtensi
I personaggi provenienti dalle due corti, o che si trovano a mediare fra esse, fanno parte del nucleo lessicale e narrativo della vicenda principale. Il colto discettare sull’amore, il triangolo sentimentale tra Orsino, Olivia e Viola e le implicazioni comiche che ne derivano, fino all’arrivo di Sebastian e l’ulteriore confusione generata dalla somiglianza tra i due gemelli costituiscono l’asse portante della commedia.

Viola è la protagonista femminile indiscussa della commedia, figlia del duca di Messalina e sorella gemella di Sebastian. Crede di aver perso il fratello nel corso del naufragio che l’ha portata in terra d’Illiria. Innamoratasi perdutamente del duca Orsino ma sapendolo innamorato a sua volta di Olivia, si finge uomo travestendosi per servirlo a corte. Preso il nome di Cesario, sarà il motore scatenante degli intrighi della commedia.

Il duca Orsino, signore di Illiria, è descritto come giovane virtuoso e gentiluomo, e riconosciuto come tale da Olivia. Non corrisposto, arde d’amore per la donna. A suo tempo, è amato da Viola, che si finge uomo per servirlo e stargli vicino.

La contessa Olivia, contessa di Illiria, celebra il lutto per la morte del fratello celandosi alla vista di coloro che vengono a farle visita tramite un velo che le nasconde il volto. Rifiuta la corte di Orsino per il fioretto autoimpostosi di sette anni di clausura: riceve Viola mascherata da Cesario e se ne innamora, infittendo l’intreccio della commedia.

Sebastian è il figlio del duca di Messalina e fratello gemello di Viola, da lei creduto inizialmente morto nel corso del naufragio che li ha separati. Sebastian crede deceduta invece Viola.

Antonio è capitano di vascello e amico di Sebastiano. Da una battuta di Sebastian sappiamo che quest’ultimo viaggiava sotto il falso nome di Roderigo. Esistono teorie più che chiare sul fatto che Antonio sia attratto a livello omoerotico dal giovane Sebastian. All’inizio della vicenda Antonio salva il giovane Sebastian e gli dice che o il giovane sarebbe stato lì con lui oppure alla corte di Orsino ci sarebbero andati insieme, usando la frase:

«If you will not murder me for my love, let me be your servant. »
«Se non vuoi assassinarmi per l’amore che ti porto, lasciami farti da servo. » ( II, i.)

Gli spiega anche che in Illiria egli è ricercato perché in una guerra antecedente all’inizio della commedia ha ucciso molti dei soldati del conte. Nella quarta scena del terzo atto irrompe nel duello tra Viola/Cesario e Sir Andrew, offrendosi per combattere dalla parte di Cesario, scambiandola per il gemello Sebastian. Dopo il suo arresto, Antonio chiede a Cesario dei soldi che aveva prestato a Sebastian, e al suo diniego prende questo come un tradimento ed esclama: «O, how vile an idol proves this god!» («Invece, era un idolo vile, non un Dio!» III, iv). Quando infine viene portato davanti ad Orsino e Cesario, chiama Sebastian «most ingrateful boy» ( «il più ingrato ragazzo V, i) per poi perdersi, incredulo, nella visione dei due fratelli. Le sue ultime battute sono, pieno di stupore: «How have you made division of yourself/An apple cleft in two is not more twin/Than these two creatures. Which is Sebastian?» ( «Come ti sei così diviso in due? Una mela spaccata fa due parti meno uguali di queste due creature. Ma chi è Sebastian?» V, i). Sebbene il giovane risponda, spiegando la storia, non sappiamo più nulla di Antonio, di quello che farà alla fine della commedia ed insieme a Malvolio rimane escluso dai festeggiamenti. Come nota Harold Bloom il personaggio può facilmente essere accostato all’Antonio de Il mercante di Venezia, anche lui attratto da un giovane, Bassanio. Secondo il critico Harold Bloom l’Antonio della dodicesima notte potrebbe essere una sorta di parodia di quello del Mercante di Venezia. Pare che questa parte sia stata recitata dallo stesso Shakespeare, come anche l’omonima del Mercante di Venezia.

Valentino e Curio sono gentiluomini al seguito del Duca Orsino.

I protagonisti della beffa
Un secondo nucleo narrativo è costituito dai personaggi che ruotano intorno al motivo della beffa, Sir Toby, Sir Andrew, Maria, Fabian, il giullare Feste e l’oggetto della beffa: Malvolio. Le vicende che si svolgono intorno all’intrigo e alle sue modalità di esecuzione, pur essendo secondarie rispetto alla narrazione principale, hanno un grande spazio nel testo in contrapposizione con le vicende amorose dei nobili, creando una dialettica tra due mondi differenti e diseguali.

Malvolio, personaggio caratterizzato e di ampio rilievo nella commedia, è il maggiordomo di Olivia, di lei segretamente innamorato. Di carattere irruente, fa parte della schiera dei personaggi comici che animano il sub-plot che si intreccia con la trama principale dell’opera.

Alla fine della commedia rimane solo, dichiara di vendicarsi della beffa subita e non viene incluso nei festeggiamenti.  Nella commedia, a Malvolio viene attribuito il carattere tipico di un «bacchettone». Va in questo senso una battuta di Maria, che lo paragona ad un puritano: nel paragone è infatti insito un attacco alle municipalità puritane che furono grandi nemiche del teatro, tanto da portare alla chiusura di diversi stabili. Rappresenta l’esatto contrario dei personaggi ai quali si oppone, come Sir Toby e Sir Andrew Aguecheek. Il suo innamoramento per la padrona va insieme con il suo desiderio di innalzamento sociale e le sue fantasticherie di una vita da nobile, in cui indosserebbe la zimarra di velluto damascata, venendo appena dal divano dove ha lasciato Olivia dormiente.

Il primo attore ad impersonare il personaggio fu Richard Burbage. Altri famosi attori che lo hanno interpretato a teatro sono stati, tra gli altri: Henry Irving, E. H. Sothern, Herbert Beerbohm Tree, Henry Ainley, John Gielgud, Simon Russell Beale, Maurice Evans e Richard Briers. Alcuni studiosi di Shakespeare ipotizzano che il personaggio di Malvolio fu ispirato dal proprietario terriero puritano Sir Thomas Posthumous Hoby che rimase coinvolto in un famoso caso contro alcuni suoi vicini dello Yorkshire, nel quale li cito’ in giudizio per essere arrivati senza invito in casa sua, bevuto, giocato a carte, bestemmiato e minacciato di violentare sua moglie, caso che alla fine vinse; la scena alla quale si farebbe riferimento in questa vicenda è quella in cui Malvolio interrompe la festa di notte tarda del trio Toby, Andrew, Feste. Esiste una poesia, scritta dal poeta Eugenio Montale che si intitola Lettera a Malvolio. La dimostrazione dell’importanza di questo personaggio si nota anche dal fatto che la commedia stessa era conosciuta comunemente con il titolo Malvolio

Sir Toby Belch è il personaggio con maggiore spazio nel testo, più ancora della protagonista Viola. Zio di Olivia, si caratterizza per essere un ubriacone: irrompe in scena con rutti (è questo il significato di belch) e battute disdicevoli, aumentando l’effetto comico della sua chiassosa presenza. Si fa promotore del matrimonio tra Andrew e la nipote. Impressionato dalla acutezza di Maria nell’ organizzare la beffa ai danni di Malvolio, Sir Toby dichiara di volerla sposare alla fine della commedia.

Sir Andrew Aguecheek, amico di Sir Toby e pretendente di Olivia, è un allocco e non maschera la sua dabbenaggine, rendendosi ridicolo con battute poco salaci.

Maria, cameriera di Olivia, tende (di concerto con gli altri personaggi) una trappola a Malvolio scrivendo una lettera nella quale, imitando la calligrafia della padrona, dichiara il suo amore spassionato per lui. Dopo la beffa a Malvolio che la unisce come complice con Sir Toby alla fine della commedia lo sposa, celebrando le nozze insieme alle due coppie Orsino/Viola-Olivia/Sebastian.

Feste è il buffone di corte di Olivia, detto anche fool o matto, e si produce con i suoi lazzi anche alla corte di Orsino. Protagonista di divertenti parentesi, è anche il latore di diverse canzoni presenti nel testo. Feste non assomiglia ai fool di altri lavori come Il mercante di Venezia o I due gentiluomini di Verona. Rispettivamente Lancillotto Gobbo nel primo e Launce e Speed nel secondo agiscono come punto di svolta comico nell’opera, ad esempio con battute e monologhi dal ritmo molto veloce, o scombinando l’ordine della scena. Feste invece potrebbe assomigliare di più al matto di Re Lear: quando inizialmente appare al cospetto di Olivia subito inizia con battute d’insegnamento, per rispondere alle domande della dama.

«For what says Quinalpus? ‘Better a witty fool than a foolish wit.’, virtue that transgresses is but patch’d with sin, and sin that amends is but patch’d with virtue.»


«Che dice infatti Quinalpus? Meglio un pazzo di spirito che uno spirito da strapazzo. E come la virtù che degenera ha le toppe di peccato, così il peccato che si emen ha le pezze di virtù. » (I, iv.)

Di lui si sa poco, e persino il suo arrivo è misterioso: alla domanda perentoria di Maria, che gli chiede dove sia stato, pena l’impiccagione si rifiuta di rispondere.

Fabian è un servo di Olivia, compare di inganni di sir Toby.


La dodicesima notte

Introduzione - Riassunto

Atto I       Atto II       Atto III       Atto IV       Atto V

Introduzione al teatro di Shakespeare

Elenco opere teatrali