I Sonetti 001-020


NR

ITALIANO

ORIGINAL

01

Alle meraviglie del creato noi chiediam progenie
perché mai si estingua la rosa di bellezza,
e quando ormai sfiorita un dì dovrà cadere,
possa un suo germoglio continuarne la memoria:
ma tu, solo devoto ai tuoi splendenti occhi,
bruci te stesso per nutrir la fiamma di tua luce
creando miseria là dove c'è ricchezza,
tu nemico tuo, troppo crudele verso il tuo dolce io.
Ora che del mondo sei tu il fresco fiore
e l'unico araldo di vibrante primavera,
nel tuo stesso germoglio soffochi il tuo seme
e, giovane spilorcio, nell'egoismo ti distruggi.
Abbi pietà del mondo o diverrai talmente ingordo
da divorar con la tua morte quanto a lui dovuto.

From fairest creatures we desire increase,
That thereby beauty's rose might never die,
But as the riper should by time decease,
His tender heir might bear his memory:
But thou, contracted to thine own bright eyes,
Feed'st thy light'st flame with self-substantial fuel,
Making a famine where abundance lies,
Thyself thy foe, to thy sweet self too cruel.
Thou that art now the world's fresh ornament
And only herald to the gaudy spring,
Within thine own bud buriest thy content
And, tender churl, makest waste in niggarding.
Pity the world, or else this glutton be,
To eat the world's due, by the grave and thee

02

Quando quaranta inverni avranno aggredito la tua fronte
e scavato fonde trincee nel campo della tua bellezza,
la superba veste della tua gioventù or tanto ammirata,
sarà considerata un cencio di nessun valore:
se allora ti venisse chiesto dove giace il tuo fascino
e dove si è perso l'amore dei tuoi ruggenti giorni,
ammettere che è in fondo ai tuoi occhi incavati
sarebbe penosa vergogna ed inutile vanto.
Qual maggior lode avrebbe l'uso della tua bellezza
se tu potessi rispondere: "Questa mia bella creatura
pareggia il mio conto e giustifica la mia vecchiaia"
dimostrando che è tua la sua bellezza ereditata!
Questo sarebbe rinnovarti quando sarai vecchio
e veder caldo il tuo sangue quando il tuo sarà freddo.

When forty winters shall beseige thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty's field,
Thy youth's proud livery, so gazed on now,
Will be a tatter'd weed, of small worth held:
Then being ask'd where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days,
To say, within thine own deep-sunken eyes,
Were an all-eating shame and thriftless praise.
How much more praise deserved thy beauty's use,
If thou couldst answer 'This fair child of mine
Shall sum my count and make my old excuse,'
Proving his beauty by succession thine!
This were to be new made when thou art old,
And see thy blood warm when thou feel'st it cold.

03

Guardati allo specchio e di' al volto che vedi
che è ormai tempo per quel viso di crearne un altro,
se non rinnovi ora la sua giovane freschezza
inganni il mondo e rinneghi la gioia d'ogni madre.
Vi è forse donna tanto pura il cui illibato grembo
disdegni il seme della tua virilità?
O forse uomo tanto folle da voler essere la tomba
del suo proprio amore per non aver progenie?
Tu sei lo specchio di tua madre e come lei in te
ricorda il leggiadro Aprile della sua primavera,
così dai vetri del tuo crepuscolo tu rivedrai
a dispetto delle rughe, questo tuo tempo d'oro.
Ma se invece vuoi vivere senza esser ricordato,
muori celibe e la tua immagine morirà con te.

Look in thy glass, and tell the face thou viewest
Now is the time that face should form another;
Whose fresh repair if now thou not renewest,
Thou dost beguile the world, unbless some mother.
For where is she so fair whose unear'd womb
Disdains the tillage of thy husbandry?
Or who is he so fond will be the tomb
Of his self-love, to stop posterity?
Thou art thy mother's glass, and she in thee
Calls back the lovely April of her prime:
So thou through windows of thine age shall see
Despite of wrinkles this thy golden time.
But if thou live, remember'd not to be,
Die single, and thine image dies with thee.

04

Prodiga grazia, perché spendi
solo per te il patrimonio della tua bellezza?
Il lascito della natura non è che un prestito
e generosa, essa presta a quelli che tali sono.
Quindi, ricco avaro, perché abusi
delle generose offerte date per essere donate?
Arido usuraio, perché sperperi
questa enorme ricchezza senza riuscire a vivere?
Speculando soltanto per te stesso
defraudi la tua bella persona del tuo io
e quando natura ti chiamerà all'appello
qual valida prova potrai tu lasciare?
La tua inutile bellezza sarà con te sepolta,
se invece l'userai, vivrà per eternarti.

Unthrifty loveliness, why dost thou spend
Upon thyself thy beauty's legacy?
Nature's bequest gives nothing but doth lend,
And being frank she lends to those are free.
Then, beauteous niggard, why dost thou abuse
The bounteous largess given thee to give?
Profitless usurer, why dost thou use
So great a sum of sums, yet canst not live?
For having traffic with thyself alone,
Thou of thyself thy sweet self dost deceive.
Then how, when nature calls thee to be gone,
What acceptable audit canst thou leave?
Thy unused beauty must be tomb'd with thee,
Which, used, lives th' executor to be.

05

Quelle ore che con delicato lavoro plasmarono
l'amabile sembiante su cui ogni occhio indugia,
saranno implacabili verso la loro opera
ed abbruttiranno quanto magicamente splende:
perché l'inarrestabile tempo guida l'estate
verso l'orrido inverno e ivi la sommerge;
linfa stretta dal ghiaccio e vive foglie cadenti,
bellezze sepolte da neve e squallore ovunque.
Se allora non rimanesse l'essenza dell'estate,
liquida prigioniera fra pareti di vetro,
l'eternarsi della bellezza finirebbe con la stessa
e non ci resterebbe nemmeno un suo ricordo:
ma i fiori distillati, pur colpiti dall'inverno
perdon solo l'apparenza: dolce ne vivrà il profumo.

Those hours, that with gentle work did frame
The lovely gaze where every eye doth dwell,
Will play the tyrants to the very same
And that unfair which fairly doth excel:
For never-resting time leads summer on
To hideous winter and confounds him there;
Sap cheque'd with frost and lusty leaves quite gone,
Beauty o'ersnow'd and bareness every where:
Then, were not summer's distillation left,
A liquid prisoner pent in walls of glass,
Beauty's effect with beauty were bereft,
Nor it nor no remembrance what it was:
But flowers distill'd though they with winter meet,
Leese but their show; their substance still lives sweet.

06

Non lasciare quindi che l'aspra mano dell'inverno
devasti la tua estate prima d'averla distillata:
rendi dolce una fiala; riponi in qualche luogo
il tesoro della tua bellezza prima che si estingua.
Non è usura perseguibile un interesse
che rende felice chi paga un prestito voluto;
tale per te sarebbe procreare un altro tuo io
o dieci volte meglio se l'uno ti rendesse dieci.
Dieci volte più di te sarebbe il tuo io felice
se dieci dei tuoi ti raffigurassero dieci volte:
qual potere avrebbe morte, se privato della vita
tu lasciassi te vivente nella tua posterità?
Non essere testardo, tu sei troppo bello
per esser preda della morte e far eredi i vermi.

Then let not winter's ragged hand deface
In thee thy summer, ere thou be distill'd:
Make sweet some vial; treasure thou some place
With beauty's treasure, ere it be self-kill'd.
That use is not forbidden usury,
Which happies those that pay the willing loan;
That's for thyself to breed another thee,
Or ten times happier, be it ten for one;
Ten times thyself were happier than thou art,
If ten of thine ten times refigured thee:
Then what could death do, if thou shouldst depart,
Leaving thee living in posterity?
Be not self-will'd, for thou art much too fair
To be death's conquest and make worms thine heir.

07

Guarda: quando ad oriente la regale luce
alza la sua infuocata testa, ogni occhio quaggiù
rende omaggio a quella visione nascente,
seguendo con riverenza la sua sacra maestà
e poi che ha scalato l'erto colle celeste,
qual fulgida gioventù nel fiore dei suoi anni,
ancora sguardi mortali ne adoran la bellezza
scortandola devoti nel suo aureo cammino.
Ma quando dal sommo cielo, sul suo stanco carro,
si stacca dal giorno qual tremulo vegliardo,
gli occhi, pria rispettosi, ora si staccan
dal suo cadente percorso e guardano altrove.
Così tu, negando te stesso nel tuo mezzogiorno
morirai dimenticato se non avrai un figlio.

Lo! in the orient when the gracious light
Lifts up his burning head, each under eye
Doth homage to his new-appearing sight,
Serving with looks his sacred majesty;
And having climb'd the steep-up heavenly hill,
Resembling strong youth in his middle age,
yet mortal looks adore his beauty still,
Attending on his golden pilgrimage;
But when from highmost pitch, with weary car,
Like feeble age, he reeleth from the day,
The eyes, 'fore duteous, now converted are
From his low tract and look another way:
So thou, thyself out-going in thy noon,
Unlook'd on diest, unless thou get a son.

08

Tu che sei sol musica, perché l'ascolti con disdegno?
Dolcezza ama dolcezza e gioia di gioie si diletta:
perché vuoi ascoltare qualcosa che ti annoia
o forse hai piacere nell'essere annoiato?
Se l'armonioso suono di note ben accordate
in un perfetto assieme, offendono il tuo orecchio,
esse t'accusan solo gentilmente perché confondi
in singola armonia quanto scindere dovresti.
Guarda come ogni corda dolcemente unita all'altra
vibra ognuna su ognuna in ordine reciproco,
sembrando padre e figlio e felice madre
che tutti insieme cantano la stessa dolce nota:
queste mute voci, riunite in un sol coro,
all'unisono ti dicono: "Solo, non sarai nessuno".

Music to hear, why hear'st thou music sadly?
Sweets with sweets war not, joy delights in joy.
Why lovest thou that which thou receivest not gladly,
Or else receivest with pleasure thine annoy?
If the true concord of well-tuned sounds,
By unions married, do offend thine ear,
They do but sweetly chide thee, who confounds
In singleness the parts that thou shouldst bear.
Mark how one string, sweet husband to another,
Strikes each in each by mutual ordering,
Resembling sire and child and happy mother
Who all in one, one pleasing note do sing:
Whose speechless song, being many, seeming one,
Sings this to thee: 'thou single wilt prove none.'

09

È per paura di inumidire gli occhi di una vedova
che disperdi il tuo io in continuo celibato?
Ah, se ti accadrà di morire senza prole
il mondo ti piangerà qual moglie senza sposo;
sarà il mondo la tua vedova e sempre lamenterà
che tu non abbia lasciato alcun modello tuo,
mentre ogni altra vedova può sempre rivedere
negli occhi dei suoi figli le sembianze del marito.
Bada, ciò che un prodigo sperpera nel mondo
cambia sol di posto, perché il mondo ancor lo gode;
ma lo spreco della bellezza ha fine sulla terra
e tenendola inusata, chi la possiede la distrugge.
Non v'è amore verso gli altri nel cuore di colui
che commette su se stesso un delitto così infame.

Is it for fear to wet a widow's eye
That thou consumest thyself in single life?
Ah! if thou issueless shalt hap to die.
The world will wail thee, like a makeless wife;
The world will be thy widow and still weep
That thou no form of thee hast left behind,
When every private widow well may keep
By children's eyes her husband's shape in mind.
Look, what an unthrift in the world doth spend
Shifts but his place, for still the world enjoys it;
But beauty's waste hath in the world an end,
And kept unused, the user so destroys it.
No love toward others in that bosom sits
That on himself such murderous shame commits.

10

È infamia il tuo negare amore verso gli altri
tu che per te stesso sei così inaccorto.
Si può ammettere, se vuoi, che sei da molti amato
ma è molto più evidente che tu non ami alcuno:
sei tanto posseduto da odio distruttore
che neppur contro te stesso esiti a tramare,
portando alla rovina una splendida dimora
che per tuo desiderio dovresti rinsaldare.
Muta il tuo pensiero affinché io muti il mio sentire!
Dev'essere meglio accolto l'odio dell'amore?
Sii piacente e generoso come la tua persona
o prova a te stesso almeno il tuo nobil cuore:
fa', per amor mio, che un altro te abbia vita
affinché la tua bellezza continui a rifiorire.

For shame! deny that thou bear'st love to any,
Who for thyself art so unprovident.
Grant, if thou wilt, thou art beloved of many,
But that thou none lovest is most evident;
For thou art so possess'd with murderous hate
That 'gainst thyself thou stick'st not to conspire.
Seeking that beauteous roof to ruinate
Which to repair should be thy chief desire.
O, change thy thought, that I may change my mind!
Shall hate be fairer lodged than gentle love?
Be, as thy presence is, gracious and kind,
Or to thyself at least kind-hearted prove:
Make thee another self, for love of me,
That beauty still may live in thine or thee.

11

Quel che invecchiando devi lasciar nel tempo
nel tempo ricrescerà in uno dei tuoi figli,
e quel fresco sangue che in gioventù dispensi
potrai chiamarlo tuo quando sarai in declino.
In questo vi è saggezza, bellezza, evoluzione
altrimenti vi è follia, vecchiaia e decadenza:
se ognun così pensasse, il tempo s'arresterebbe
e in sessant'anni il mondo vedrebbe la sua fine.
Lascia chi non fu eletto da natura a procreare,
sgraziato, deforme e rozzo, perire senza prole:
se anche dotò qualcuno, a te diede il suo meglio
e moltiplicar dovresti quel dono generoso:
ti creò per suo sigillo e con questo essa intese
che ne imprimessi altri, non di perderne il modello.

As fast as thou shalt wane, so fast thou growest
In one of thine, from that which thou departest;
And that fresh blood which youngly thou bestowest
Thou mayst call thine when thou from youth convertest.
Herein lives wisdom, beauty and increase:
Without this, folly, age and cold decay:
If all were minded so, the times should cease
And threescore year would make the world away.
Let those whom Nature hath not made for store,
Harsh featureless and rude, barrenly perish:
Look, whom she best endow'd she gave the more;
Which bounteous gift thou shouldst in bounty cherish:
She carved thee for her seal, and meant thereby
Thou shouldst print more, not let that copy die.

12

Quando seguo l'ora che batte il passar del tempo
e vedo il luminoso giorno spento nella tetra notte,
quando scorgo la viola ormai priva di vita
e riccioli neri striati di bianco,
quando vedo privi di foglie gli alberi maestosi
che un dì protessero il gregge dal caldo
e l'erbe d'estate imprigionate in covoni
portate su carri irte di bianchi ed ispidi rovi,
allor, pensando alla tua bellezza, dubbio m'assale
che anche tu te ne andrai tra i resti del tempo,
perché grazie e bellezze si staccan dalla vita
e muoiono al rifiorir di altre primavere:
e nulla potrà salvarsi dalla lama del Tempo
se non un figlio che lo sfidi quand'ei ti falcerà.

When I do count the clock that tells the time,
And see the brave day sunk in hideous night;
When I behold the violet past prime,
And sable curls all silver'd o'er with white;
When lofty trees I see barren of leaves
Which erst from heat did canopy the herd,
And summer's green all girded up in sheaves
Borne on the bier with white and bristly beard,
Then of thy beauty do I question make,
That thou among the wastes of time must go,
Since sweets and beauties do themselves forsake
And die as fast as they see others grow;
And nothing 'gainst Time's scythe can make defence
Save breed, to brave him when he takes thee hence.

13

Oh, se tu fossi tuo! Ma amore, tu non sarai
tuo più del tempo che vivrai quaggiù:
dovresti prepararti a questa incombente fine
e trasferire a qualcun altro la tua dolce immagine.
Così quella bellezza che in uso ora possiedi,
non avrebbe fine: tu allora ritorneresti
ad essere te stesso dopo la tua morte,
se la tua bella prole ripeterà il tuo dolce aspetto.
Chi lascia cadere in rovina una sì bella casa
quando un oculato governo dovrebbe rinsaldarla
contro i tempestosi rovesci dell'inverno
e l'ingrata rabbia del gelo della morte?
Oh, solo un prodigo: mio caro amore, tu ben sai
d'aver avuto un padre: fa che lo possa dir tuo figlio.

O, that you were yourself! but, love, you are
No longer yours than you yourself here live:
Against this coming end you should prepare,
And your sweet semblance to some other give.
So should that beauty which you hold in lease
Find no determination: then you were
Yourself again after yourself's decease,
When your sweet issue your sweet form should bear.
Who lets so fair a house fall to decay,
Which husbandry in honour might uphold
Against the stormy gusts of winter's day
And barren rage of death's eternal cold?
O, none but unthrifts! Dear my love, you know
You had a father: let your son say so.

14

Io non traggo i miei giudizi dalle stelle,
eppur mi sembra di capir l'astrologia,
ma non per predire buona o cattiva sorte,
pestilenze, carestie o volver di stagioni;
né so leggere il destino agli attimi fuggenti
segnalando a ciascuno tuoni, pioggia e vento
o a principi svelare se avran buona fortuna,
grazie ai presagi che raccolgo in cielo.
È dai tuoi occhi che traggo il mio sapere
e, astri costanti, mi dettan questo dire:
virtù e bellezza prospereranno insieme
se in fecondo vivaio trasformerai il tuo io;
diversamente tal profezia ti volgo:
la tua morte sarà fine di ogni virtù e bellezza.

Not from the stars do I my judgment pluck;
And yet methinks I have astronomy,
But not to tell of good or evil luck,
Of plagues, of dearths, or seasons' quality;
Nor can I fortune to brief minutes tell,
Pointing to each his thunder, rain and wind,
Or say with princes if it shall go well,
By oft predict that I in heaven find:
But from thine eyes my knowledge I derive,
And, constant stars, in them I read such art
As truth and beauty shall together thrive,
If from thyself to store thou wouldst convert;
Or else of thee this I prognosticate:
Thy end is truth's and beauty's doom and date.

15

Quando penso che ogni cosa che nasce
resta perfetta solo per brevi istanti,
che questa immensa scena ci offre sol fantasmi
su cui le stelle tramano con arcano influsso;
quando vedo gli uomini, al pari delle piante,
illuminati e minacciati dallo stesso cielo
vantarsi in gioventù, all'apice decrescere,
e cancellarsi da memoria l'orgogliosa primavera:
allora il pensiero di questa precaria vita
ti presenta agli occhi miei, ricco di giovinezza,
mentre il Tempo distruttore cospira con la Morte
per cambiare il tuo fresco giorno in fetida notte:
ed in piena guerra col Tempo, per amor tuo,
come esso ti strappa, io ti ripianto ancora.

When I consider every thing that grows
Holds in perfection but a little moment,
That this huge stage presenteth nought but shows
Whereon the stars in secret influence comment;
When I perceive that men as plants increase,
Cheered and cheque'd even by the self-same sky,
Vaunt in their youthful sap, at height decrease,
And wear their brave state out of memory;
Then the conceit of this inconstant stay
Sets you most rich in youth before my sight,
Where wasteful Time debateth with Decay,
To change your day of youth to sullied night;
And all in war with Time for love of you,
As he takes from you, I engraft you new.

16

Ma perché non trovi tu un modo più possente
per far guerra a questa tirannia del Tempo,
e proteggere te stesso contro il tuo declino
con mezzi più elevati delle mie spoglie rime?
Ora tu sei all'apice dell'età felice
e molti vergini giardini ancora incolti,
con puro desiderio coltiverebbero i tuoi fiori
più somiglianti a te di ogni tuo dipinto:
così linee viventi rinnoverebbero quella tua vita
che il pennello del tempo o la mia penna alunna,
sia nell'intima virtù che nella bellezza esterna,
non sanno immortalare agli occhi degli uomini.
Concedere te stesso è pur sempre conservarti
e tu devi vivere ritratto dalla tua dolce arte.

But wherefore do not you a mightier way
Make war upon this bloody tyrant, Time?
And fortify yourself in your decay
With means more blessed than my barren rhyme?
Now stand you on the top of happy hours,
And many maiden gardens yet unset
With virtuous wish would bear your living flowers,
Much liker than your painted counterfeit:
So should the lines of life that life repair,
Which this, Time's pencil, or my pupil pen,
Neither in inward worth nor outward fair,
Can make you live yourself in eyes of men.
To give away yourself keeps yourself still,
And you must live, drawn by your own sweet skill.

17

Chi crederà ai miei versi nei tempi che verranno
se straripassero dei tuoi meriti più eletti?
Eppure anche il cielo sa che son come una tomba
che cela la tua vita e poco dicon dei tuoi pregi.
Se potessi scrivere la bellezza dei tuoi occhi
e in nuove rime enumerare ogni tua grazia,
l'età a venir direbbe: "Questo poeta mente,
tali tocchi divini mai dipinsero volti umani".
Così i miei scritti ingialliti dal passar del tempo,
verrebbero derisi qual ciarle menzognere
e le tue sincere lodi chiamate furor poetico
e rime affettate di una vecchia cantilena:
ma se a quel tempo vivesse un figlio tuo,
due volte tu vivresti, in lui e nelle mie rime.

Who will believe my verse in time to come,
If it were fill'd with your most high deserts?
Though yet, heaven knows, it is but as a tomb
Which hides your life and shows not half your parts.
If I could write the beauty of your eyes
And in fresh numbers number all your graces,
The age to come would say 'This poet lies:
Such heavenly touches ne'er touch'd earthly faces.'
So should my papers yellow'd with their age
Be scorn'd like old men of less truth than tongue,
And your true rights be term'd a poet's rage
And stretched metre of an antique song:
But were some child of yours alive that time,
You should live twice; in it and in my rhyme.

18

Dovrei paragonarti a un giorno d'estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell'estate ha vita troppo breve:
talvolta troppo cocente splende l'occhio del cielo
e spesso il suo volto d'oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
né perdere possesso del bello che tu hai;
né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
perché al tempo contrasterai la tua eternità:
finché ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

Shall I compare thee to a summer's day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date:
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm'd;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature's changing course untrimm'd;
But thy eternal summer shall not fade
Nor lose possession of that fair thou owest;
Nor shall Death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou growest:
So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this and this gives life to thee.

19

Tempo divoratore, spunta gli artigli al leone
e costringi la terra a divorar la sua dolce prole,
strappa le zanne aguzze dalle fauci feroci della tigre
ed ardi nel suo sangue l'immortale fenice,
rendi pure nel tuo corso stagioni tristi e liete
e fa quello che vuoi, Tempo dal veloce passo,
al mondo intero e ai suoi effimeri piaceri:
ma il più atroce dei delitti io ti proibisco.
Non scolpire le tue ore sulla fronte del mio amore,
non segnarvi linee con la tua grottesca penna;
durante la tua corsa lascia che resti intatto
qual modello di bellezza agli uomini futuri.
Oppur scatenati, vecchio Tempo: contro ogni tuo torto,
il mio amore nei miei versi vivrà giovane in eterno.

Devouring Time, blunt thou the lion's paws,
And make the earth devour her own sweet brood;
Pluck the keen teeth from the fierce tiger's jaws,
And burn the long-lived phoenix in her blood;
Make glad and sorry seasons as thou fleets,
And do whate'er thou wilt, swift-footed Time,
To the wide world and all her fading sweets;
But I forbid thee one most heinous crime:
O, carve not with thy hours my love's fair brow,
Nor draw no lines there with thine antique pen;
Him in thy course untainted do allow
For beauty's pattern to succeeding men.
Yet, do thy worst, old Time: despite thy wrong,
My love shall in my verse ever live young.

20

Viso femmineo che Natura di sua man dipinse
hai tu, sire-signora della mia passione;
cuore gentil di donna, che però non conosce
la scaltra volubilità consona alle donne false;
occhi più puri dei loro, meno perfidi nel guardare,
che rendono prezioso l'oggetto su cui si posano;
uomo all'aspetto, che assommando ogni fascino,
ruba gli occhi agli uomini e avvince il cuore delle donne.
E per esser donna tu prima fosti creato,
finché Natura nel foggiarti non s'invaghì
e con un tocco in più ti sottrasse a me
dandoti un'aggiunta inutile al mio scopo;
ma poiché forma ti diede per soddisfar le donne,
sia loro il piacer dei sensi e mio il tuo amore.

A woman's face with Nature's own hand painted
Hast thou, the master-mistress of my passion;
A woman's gentle heart, but not acquainted
With shifting change, as is false women's fashion;
An eye more bright than theirs, less false in rolling,
Gilding the object whereupon it gazeth;
A man in hue, all 'hues' in his controlling,
Much steals men's eyes and women's souls amazeth.
And for a woman wert thou first created;
Till Nature, as she wrought thee, fell a-doting,
And by addition me of thee defeated,
By adding one thing to my purpose nothing.
But since she prick'd thee out for women's pleasure,
Mine be thy love and thy love's use their treasure.

 

I sonetti

  

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